Ristorante Salotto Nunziata Napoli

In una domenica uggiosa di maggio ho trovato riparo e tepore in questo ristorantino che è un vero e proprio salotto allestito all’ interno della sala con tanto di divano e lampada e perfino un giradischi: un’ idea molto originale voluta da due fratelli. La storia è bizzarra perché lo chef Diego è un archeologo o archeochef come lui si definisce, che ha aggiunto alla sua passione per la cucina le ricette dell’ eccentrico cuoco Marco Gavio Apicio vissuto tra il I secolo a. C. ed il I secolo d.C. ; l’ altro fratello Gianmaria è sempre stato, invece, nel mondo della ristorazione e proprio per questo motivo offre sempre i suoi buoni consigli da esperto. La sensazione di sentirsi a casa è notevole: ci si trova in un ambiente caldo e domestico. Il servizio è celere ed il padrone di casa è molto cordiale. Le due consistenze di insalata caprese e lo sformatino di polenta “Giuliana” : due piatti interessanti, saporiti, anche se avrei cambiato qualcosa che ho timidamente suggerito. Il baccalà scottato Epityrum con olive nere era veramente gustoso, mentre rivedrei un attimo la Tomahowk di suino nero. Il dessert è stato una vera delizia : i Globi caldi di Apicio ricotta pera al cioccolato al 75% erano sublimi. Questo ristorante è aperto da poco e Diego e Gianmaria sono molto coraggiosi ed estrosi: hanno bisogno di perfezionarsi, ma la strada è già spianata. Sono stato molto contento di aver mangiato in questo ristorante non solo per la simpatia dei fratelli ma anche per aver scoperto l’ eccentricità di questo vetusto gastronomo, cuoco, nonché scrittore romano di cui ignoravo l’esistenza.

On a gloomy Sunday in May I found shelter and warmth in this little restaurant that is a real living room set up inside the room with a sofa and a lamp and even a record player:: a very original idea wanted by two brothers. The story is bizarre because the chef, Diego, is an archaeologist or archeochef as he calls himself, who added to his passion for cooking the recipes of the eccentric cook Marco Gavio Apicio who lived between the first century BC and the first century after Christ. The other brother, Gianmaria, has always been, instead, in the world of catering and for this reason he always offers his good expert advice. The feeling of being at home is remarkable: you are in a warm and domestic environment. The service is fast and the host is very friendly. The two consistencies of Caprese salad and the “Giuliana” polenta flan: two interesting dishes, tasty even if I would have changed something that I timidly suggested. The Epityrum seared cod with black olives was really tasty while I would see the black pig Tomahowk for a moment. The dessert was a real treat: the warm globes of Apicio 75% chocolate pear ricotta were sublime. This restaurant has only recently opened and Diego and Gianmaria are very brave and whimsical: they need to improve themselves but the road is already paved. I was very happy to have eaten in this restaurant not only for the sympathy of the brothers but also for having discovered the eccentricity of this ancient gastronomist, cook and Roman writer whose existence I did not know.

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