Ristorante Salotto Nunziata Napoli

In una domenica uggiosa di maggio ho trovato riparo e tepore in questo ristorantino che è un vero e proprio salotto allestito all’ interno della sala con tanto di divano e lampada e perfino un giradischi: un’ idea molto originale voluta da due fratelli. La storia è bizzarra perché lo chef Diego è un archeologo o archeochef come lui si definisce, che ha aggiunto alla sua passione per la cucina le ricette dell’ eccentrico cuoco Marco Gavio Apicio vissuto tra il I secolo a. C. ed il I secolo d.C. ; l’ altro fratello Gianmaria è sempre stato, invece, nel mondo della ristorazione e proprio per questo motivo offre sempre i suoi buoni consigli da esperto. La sensazione di sentirsi a casa è notevole: ci si trova in un ambiente caldo e domestico. Il servizio è celere ed il padrone di casa è molto cordiale. Le due consistenze di insalata caprese e lo sformatino di polenta “Giuliana” : due piatti interessanti, saporiti, anche se avrei cambiato qualcosa che ho timidamente suggerito. Il baccalà scottato Epityrum con olive nere era veramente gustoso, mentre rivedrei un attimo la Tomahowk di suino nero. Il dessert è stato una vera delizia : i Globi caldi di Apicio ricotta pera al cioccolato al 75% erano sublimi. Questo ristorante è aperto da poco e Diego e Gianmaria sono molto coraggiosi ed estrosi: hanno bisogno di perfezionarsi, ma la strada è già spianata. Sono stato molto contento di aver mangiato in questo ristorante non solo per la simpatia dei fratelli ma anche per aver scoperto l’ eccentricità di questo vetusto gastronomo, cuoco, nonché scrittore romano di cui ignoravo l’esistenza.

On a gloomy Sunday in May I found shelter and warmth in this little restaurant that is a real living room set up inside the room with a sofa and a lamp and even a record player:: a very original idea wanted by two brothers. The story is bizarre because the chef, Diego, is an archaeologist or archeochef as he calls himself, who added to his passion for cooking the recipes of the eccentric cook Marco Gavio Apicio who lived between the first century BC and the first century after Christ. The other brother, Gianmaria, has always been, instead, in the world of catering and for this reason he always offers his good expert advice. The feeling of being at home is remarkable: you are in a warm and domestic environment. The service is fast and the host is very friendly. The two consistencies of Caprese salad and the “Giuliana” polenta flan: two interesting dishes, tasty even if I would have changed something that I timidly suggested. The Epityrum seared cod with black olives was really tasty while I would see the black pig Tomahowk for a moment. The dessert was a real treat: the warm globes of Apicio 75% chocolate pear ricotta were sublime. This restaurant has only recently opened and Diego and Gianmaria are very brave and whimsical: they need to improve themselves but the road is already paved. I was very happy to have eaten in this restaurant not only for the sympathy of the brothers but also for having discovered the eccentricity of this ancient gastronomist, cook and Roman writer whose existence I did not know.

Sea Front Pasta Restaurant

L’ esaltazione della pasta: ecco come si puo’ definire l’ esperienza sensoriale di ieri. Pasta di tutti i formati e tipi. Ma la simpatia e la bravura dello Chef sono stati il segno disintivo di ogni piatto. Dosi generose e saporite, dai gusti delicati e perfettamente bilanciati dalla genovese di anatra all’ arancia allo spaghetto 0,4 con limone e provolone del Monaco fino alla “devozione” : un semplice spaghetto al pomodoro che ti delizia fino all’ ultima forchettata. L’ originalita’ sta nel fatto che tutto si svolge davanti ai vostri occhi. Il miracolo si compie davanti a voi. Assolutamente da ritornarci.

The exaltation of pasta: this is how you can define the sensorial experience of yesterday. Pasta of all sizes and types. But the friendliness and skill of the Chef were the unintentional sign of every dish. Generous and tasty doses, with delicate flavors and perfectly balanced from the Genoese duck orange sauce to the spaghetti with lemon and provolone del Monaco until the “devotion”: a simple tomato spaghetti that will delight you until the last forkful. The originality lies in the fact that everything takes place before your eyes. The miracle is fulfilled before you. Absolutely to return.

Ristorante President Pompei

Il 2018 per me e’ finito in gran stile avendo il piacere di pranzare per la ricorrenza di Santo Stefano al Ristorante President di Pompei dello Chef Stellato Paolo Gramaglia. La prima impressione che ho avuto e’ stata quella di trovarmi a casa di un amico: ho lasciato l’auto nel suo parcheggio privato, con grande cordialita’ hanno preso il mio soprabito e siamo rimasti a parlare con lo Chef nel salottino che precede la sala: candida, ampia, calda, elegante, semplice ma raffinata. Abbiamo iniziato con un ottimo aperitivo accompagnato da uno Spumante della Maison Vergnes. La sua denominazione è di origine molto antica, in quanto si dice addirittura sia il vero precursore dello Champagne. Sono stati molto apprezzati i “giocattoli”, cosi li chiama lo Chef: semplici, saporiti, genuini e soprattutto presentati in maniera esemplare come il wafer al nero di seppia. Il percorso continua con “l’ uovo 62” cotto a bassa temperatura su fonduta di caciocavallo e tartufo nero e le “tagliatelle di calamaro”: elementi semplici ma ben curati nei particolari dal sapore estremamente delicato. Rimanendo nella tradizione ho preferito, per primo piatto, i cappellacci farciti di pollo alla cacciatora passando pero’ per il riso carnaroli ai pomodorini gialli, gamberi, puntini di riccio di mare e

finger lime: contrasti, sapori e consistenze perfettamente bilanciati ma soprattutto saporiti al palato. Il pesce non e’ mai stato il mio piatto preferito ma per fortuna esistono Chef come Paolo Gramaglia che riescono a farmi sognare anche con pietanze che non prediligo: “Bianco su bianco” e’ stata una scoperta cosi come l’astice che e’ stato assolutamente superlativo. Ma la parte piu bella del pranzo e’ stata la compagnia dello Chef che e’ rimasto seduto al nostro tavolo per quasi tutto il tempo: cosa posso dire? Cosa provereste se al vostro tavolo fosse seduto il vostro beniamino preferito? Avere lui accanto a noi e’ stato come aver al proprio tavolo una star ed io sono il suo fan piu’ accanito. Ascoltare i suoi racconti, i suoi aneddoti, le sue origini, le sue esperienze, cio’ che ispira i suoi piatti e’ stato impareggiabile. Posso dire di aver viaggiato ad occhi aperti ed e’ stata una emozione cosi’ forte che ancora porto dentro con affetto.

2018 for me and ‘finished in style having the pleasure of having lunch for the feast of Santo Stefano at the President’s Restaurant in Pompeii of Chef Stellato Paolo Gramaglia. The first impression I had was that of finding me at a friend’s house: I left the car in his private car park, with great cordiality they took my coat and we were talking to the Chef in the living room before the room: candid, spacious, warm, elegant, simple but refined. We started with an excellent aperitif with a sparkling wine from the Maison Vergnes. Its name is of very ancient origin, as it is even said to be the true precursor of Champagne. The “toys” have been much appreciated, as the Chef calls them, intended to accompany the sparkling wine: simple, tasty, wholesome and above all presented in an exemplary manner as the cuttlefish ink wafer. The journey continues with “l ‘uovo 62” cooked at low temperature on fondue of caciocavallo and black truffle and the “tagliatelle di calamaro”: simple but well cared for details with a delicate flavor. Remaining in the tradition I preferred the cappellacci stuffed with chicken cacciatore without disdaining the carnaroli rice with yellow tomatoes, shrimps, dots of sea urchin and

finger lime: contrasts, flavors and textures perfectly balanced but above all tasty on the palate. Fish has never been my favorite dish but luckily there are chefs like Paolo Gramaglia who manage to make me dream even with dishes that I do not like: “Bianco su bianco” has been a discovery as well as the lobster that has been absolutely superb. But the best part of the lunch was the company of the Chef who sat at our table for almost the whole time: what can I say? What would you feel if your favorite favorite was sitting at your table? Having him next to us was like having a star at his table and I’m his most avid fan. Listening to his stories, his anecdotes, his origins, his experiences, what inspires his dishes has been incomparable. I can say I have traveled with open eyes and it was such a strong emotion that I still carry with affection.

Ristorante La Terrazza del Re Napoli

È stata una domenica un po’ nuvolosa ma la giornata è iniziata a risplendere quando mi sono trovato nel ristorante situato all’ultimo piano di questa struttura: bianco e luce è stata la prima impressione. La terrazza esterna è a dir poco favolosa, ideale non solo per mangiare ma anche per l’aperitivo. Bisogna dire che il ristorante è solo l’apice di questa importante struttura che si suddivide in Ostello, B&B ed Hotel: un’idea molto intelligente per fare business anche perché la posizione è favorevole e le camere di ciascuna delle situazioni sono ben rifinite. Ma torniamo alla Terrazza del Re: di noi si è preso cura Mattia Anatrella già Bartender del Sancta Sanctorum nonché del ristorante 3 Piani, quindi persona da me conosciuta non solo per la sua bravura ma anche per la sua professionalità e dotato di enorme pazienza. I suoi consigli sono stato molto apprezzati, in particolar modo sulla scelta del vino. I piatti suggeriti sono stati graditi: la genovese fujuta, la pasta grossa e patate nonché il risotto: tutto superlativo. Per la presentazione dei piatti lo chef ha ancora un po’ di strada da fare, ma sulla qualità nulla da eccepire. L’ atmosfera è stata perfetta e tutto ciò che ho gustato è stato anche apprezzato dal mio ospite il quale mi ha fatto richiesta di poter tornare ancora, infatti, la prossima volta , sperando che il tempo sia migliore inizieremo dall’ aperitivo su questa panoramica Terrazza del Re.

It was a little cloudy Sunday but the day started to shine when I found myself in the restaurant on the top floor of this structure: white and light was the first impression. The outdoor terrace is nothing short of fabulous, ideal not only for eating but also for an aperitif. It must be said that the restaurant is only the pinnacle of this important structure that is divided into Hostel, B & B and Hotel: a very smart idea to do business because the location is favorable and the rooms of each of the situations are well finished. But let’s go back to the King’s Terrace: Mattia Anatrella, formerly Bartender of the Sancta Sanctorum and of the 3 Piani restaurant, took care of us, therefore a person known to me not only for his skill but also for his professionalism and great patience. His advice was much appreciated, especially on the choice of wine. Suggested dishes were appreciated: the genovese fujuta, the thick pasta and potatoes as well as the risotto: all superlative. For the presentation of the dishes the chef still has some way to go, but on the quality nothing to complain. The atmosphere was perfect and everything I enjoyed was also appreciated by my guest who asked me to come back again, in fact, the next time, hoping that the weather is better we will start with an aperitif on this panoramic terrace King’s.

GUSTUS: salone professionale dell’agroalimentare enogastronomia e tecnologia

Si è conclusa ieri la tre giorni di GUSTUS Expo dei sapori mediterranei. Personalmente sono andato spinto dalla curiosità di conoscere la valenza non solo dei prodotti, ma anche dei produttori nell’ambito di questo settore. Tantissime le novità tecnologiche: cucine, forni multifunzionali e quant’altro. Ma ciò a cui sono più interessato sono le piccole imprese agroalimentari ed i prodotti del nostro mitico territorio: la Campania Felix. Lo scopo del mio progetto è quello di far conoscere, attraverso eventi di food a livello internazionale, i profitti della nostra regione: farina, olio, vino, salumi, formaggi e tutti i prodotti che la nostra terra feconda ci offre. Ma desidero anche parlare di coloro che hanno usato l’ingegno per sviluppare idee innovative che accompagnano la nostra tavola. Cominciamo dalla farina: ho potuto assaggiare il prodotto dell’ azienda San Felice che possiede due stabilimenti, uno dei quali in provincia di Napoli: Cimitile. La pizza era a regola d’ arte: un buon risultato, anche se io prediligo il glutenfree per dare la possibilità ai celiaci di poter mangiare i piatti della cucina tradizionale napoletana (lacucinadiottone.com). Purtroppo era assente in questa manifestazione, ma non nel loro catalogo ed a tal proposito mi farò inviare il prodotto in questione per poter creare in cucina qualcosa di veramente unico per coloro che sono intolleranti al glutine.

Dalle nostre terre nascono i vini più buoni d’Italia; ho avuto la fortuna di assaggiare quelli dell’ Irpinia: Cantine Ruggiero, della zona di Melito Irpino, e cantine De Santis di Montemiletto. Questa terra è a me molto cara e conosciuta dal punto di vista enogastronomico, poiché ho trascorso alcuni anni della mia gioventù: l’origine della mia famiglia proviene proprio da quest’ultimo luogo. Vini ben strutturati dal sapore intenso e corposo: Aglianico, Taurasi, Fiano, Coda di Volpe da abbinare a qualsiasi piatto di terra o di mare della nostra tradizione. Consiglio vivamente di assaggiarli andando sul posto e respirare l ‘aria pura di questi luoghi. Anche i vini di Porto di Mola di Roccamonfina sono stati di mio gradimento: vigneti e uliveti vivono in perfetta armonia. Falanghina e Aglianico sono tra quelli più gettonati e distribuiti in Brasile, Giappone e Stati Uniti. Tra i tanti assaggi ho avuto la fortuna di provare anche i vini delle Cantine del Mare con provenienza Monte di Procida: il Piedirosso era favoloso con quella punta sulfurea che riesce a dare quel tocco particolare al palato. I Campi Flegrei sono una tra le terre più feconde.

Un’altra zona ricca di sapori è quella di Eboli: anni di studi e di ricerche hanno portato alla creazione dell’amaro Don Carlos: la particolarità di questo prodotto è che può essere gustato sia ghiacciato che a temperatura ambiente ed in entrambi i casi rispecchia la sua unicità: profumo e gusto intenso ricco di mallo di noce e spezie. Per uno come me, non amante degli amari, è stata una vera sorpresa.

Passando dalla terra alla tecnologia due ditte mi hanno colpito per la loro originalità: Enomatic wine serving system e la ditta Parlato Ferdinando. In entrambi i casi la fantasia supera la conoscenza: la prima ha creato sistemi unici per l’erogazione del vino, anche tramite Wine card, senza che questo perda le sue caratteristiche fino a 4 settimane. Tecnologia elegante ed originale. Infine la ditta Parlato: il menù è il biglietto da visita di un ristorante non solo per il suo contenuto, ma anche dal punto di vista estetico. Nasce così il menù di legno: elegante, raffinato e soprattutto originale, così come la scatolina per portare il conto sulla tavola del cliente. Ma le sorprese non sono finite: la fantasia del signor Ferdinando ha creato un tavolino di legno portatile sia pieghevole e sia da appoggiare alla ringhiera di un balcone. Tra le sue creazioni ci sono anche i porta bicchieri di legno per chi va in barca, onde evitare che possano cadere durante le traversate. La gentilezza e la cordialità di questa famiglia mi ha molto colpito così come le loro invenzioni.

Come ho detto in precedenza, dobbiamo far conoscere i nostri prodotti all’estero, perché la nostra terra ed il nostro ingegno meritano di essere esportati.

Si è conclusa ieri la tre giorni di GUSTUS Expo dei sapori mediterranei. Personalmente sono andato spinto dalla curiosità di conoscere la valenza non solo dei prodotti, ma anche dei produttori nell’ambito di questo settore. Tantissime le novità tecnologiche: cucine, forni multifunzionali e quant’altro. Ma ciò a cui sono più interessato sono le piccole imprese agroalimentari ed i prodotti del nostro mitico territorio: la Campania Felix. Lo scopo del mio progetto è quello di far conoscere, attraverso eventi di food a livello internazionale, i profitti della nostra regione: farina, olio, vino, salumi, formaggi e tutti i prodotti che la nostra terra feconda ci offre. Ma desidero anche parlare di coloro che hanno usato l’ingegno per sviluppare idee innovative che accompagnano la nostra tavola. Cominciamo dalla farina: ho potuto assaggiare il prodotto dell’ azienda San Felice che possiede due stabilimenti, uno dei quali in provincia di Napoli: Cimitile. La pizza era a regola d’ arte: un buon risultato, anche se io prediligo il glutenfree per dare la possibilità ai celiaci di poter mangiare i piatti della cucina tradizionale napoletana (lacucinadiottone.com). Purtroppo era assente in questa manifestazione, ma non nel loro catalogo ed a tal proposito mi farò inviare il prodotto in questione per poter creare in cucina qualcosa di veramente unico per coloro che sono intolleranti al glutine.

Dalle nostre terre nascono i vini più buoni d’Italia; ho avuto la fortuna di assaggiare quelli dell’ Irpinia: Cantine Ruggiero, della zona di Melito Irpino, e cantine De Santis di Montemiletto. Questa terra è a me molto cara e conosciuta dal punto di vista enogastronomico, poiché ho trascorso alcuni anni della mia gioventù: l’origine della mia famiglia proviene proprio da quest’ultimo luogo. Vini ben strutturati dal sapore intenso e corposo: Aglianico, Taurasi, Fiano, Coda di Volpe da abbinare a qualsiasi piatto di terra o di mare della nostra tradizione. Consiglio vivamente di assaggiarli andando sul posto e respirare l ‘aria pura di questi luoghi. Anche i vini di Porto di Mola di Roccamonfina sono stati di mio gradimento: vigneti e uliveti vivono in perfetta armonia. Falanghina e Aglianico sono tra quelli più gettonati e distribuiti in Brasile, Giappone e Stati Uniti. Tra i tanti assaggi ho avuto la fortuna di provare anche i vini delle Cantine del Mare con provenienza Monte di Procida: il Piedirosso era favoloso con quella punta sulfurea che riesce a dare quel tocco particolare al palato. I Campi Flegrei sono una tra le terre più feconde.

Un’altra zona ricca di sapori è quella di Eboli: anni di studi e di ricerche hanno portato alla creazione dell’amaro Don Carlos: la particolarità di questo prodotto è che può essere gustato sia ghiacciato che a temperatura ambiente ed in entrambi i casi rispecchia la sua unicità: profumo e gusto intenso ricco di mallo di noce e spezie. Per uno come me, non amante degli amari, è stata una vera sorpresa.

Passando dalla terra alla tecnologia due ditte mi hanno colpito per la loro originalità: Enomatic wine serving system e la ditta Parlato Ferdinando. In entrambi i casi la fantasia supera la conoscenza: la prima ha creato sistemi unici per l’erogazione del vino, anche tramite Wine card, senza che questo perda le sue caratteristiche fino a 4 settimane. Tecnologia elegante ed originale. Infine la ditta Parlato: il menù è il biglietto da visita di un ristorante non solo per il suo contenuto, ma anche dal punto di vista estetico. Nasce così il menù di legno: elegante, raffinato e soprattutto originale, così come la scatolina per portare il conto sulla tavola del cliente. Ma le sorprese non sono finite: la fantasia del signor Ferdinando ha creato un tavolino di legno portatile sia pieghevole e sia da appoggiare alla ringhiera di un balcone. Tra le sue creazioni ci sono anche i porta bicchieri di legno per chi va in barca, onde evitare che possano cadere durante le traversate. La gentilezza e la cordialità di questa famiglia mi ha molto colpito così come le loro invenzioni.

Come ho detto in precedenza, dobbiamo far conoscere i nostri prodotti all’estero, perché la nostra terra ed il nostro ingegno meritano di essere esportati.

The three days of GUSTUS Expo of Mediterranean flavors ended yesterday. Personally I was driven by the curiosity to know the value not only of the products, but also of the producers within this sector. Lots of technological innovations: kitchens, multifunctional ovens and so on. But what I’m most interested in are the small agri-food companies and the products of our legendary territory: Campania Felix. The aim of my project is to make known, through food events at international level, the profits of our region: flour, oil, wine, salami, cheese and all the products that our fertile land offers us. But I also want to talk about those who used ingenuity to develop innovative ideas that accompany our table. Let’s start with the flour: I could taste the product of the San Felice company that owns two plants, one of which in the province of Naples: Cimitile. The pizza was in a good state of art: a good result, even if I prefer glutenfree to give celiacs the opportunity to eat traditional Neapolitan cuisine (lacucinadiottone.com). Unfortunately it was absent in this event, but not in their catalog and in this regard I will send the product in question to create something really unique in the kitchen for those who are intolerant to gluten. The best wines of Italy are born from our lands; I was lucky enough to taste those from Irpinia: Cantine Ruggiero, from the Melito Irpino area, and the De Santis cellars of Montemiletto. This land is very dear to me and known from the enogastronomical point of view, because I spent some years of my youth: the origin of my family comes from this last place. Well structured wines with an intense and full-bodied flavor: Aglianico, Taurasi, Fiano, Coda di Volpe to be combined with any dish of land or sea of ​​our tradition. I highly recommend tasting them by going there and breathing in the pure air of these places. Even the wines of Porto di Mola di Roccamonfina were to my liking: vineyards and olive groves live in perfect harmony. Falanghina and Aglianico are among the most popular and distributed in Brazil, Japan and the United States. Among the many tastings I was lucky enough to try the wines of the Cantine del Mare with Monte di Procida origin: the Piedirosso was fabulous with that sulphurous tip that manages to give that particular touch to the palate. The Phlegraean Fields are one of the most fertile lands.

Another area rich in flavors is that of Eboli: years of studies and research have led to the creation of the bitter Don Carlos: the particularity of this product is that it can be enjoyed both iced and at room temperature and in both cases reflects its uniqueness: scent and intense taste rich in walnut husk and spices. For someone like me, not a lover of bitters, it was a real surprise.

Moving from earth to technology two companies impressed me with their originality: Enomatic wine serving system and the company Parlato Ferdinando. In both cases the imagination overcomes the knowledge: the first has created unique systems for the delivery of wine, even through the Wine card, without losing its characteristics up to 4 weeks. Elegant and original technology. Finally the Parlato company: the menu is the visiting card of a restaurant not only for its content, but also from an aesthetic point of view. Thus the wooden menu was born: elegant, refined and above all original, as well as the box to bring the bill to the customer’s table. But the surprises are not over: the imagination of Mr. Ferdinando has created a portable wooden table both foldable and to be placed on the railing of a balcony. Among his creations there are also wooden glasses for those who go by boat, to prevent them from falling during the crossings. The kindness and friendliness of this family has impressed me as well as their inventions.

As I said before, we need to make our products known abroad, because our land and our ingenuity deserve to be exported.

https://videos.files.wordpress.com/6e0iwpcG/img_5850.movhttps://videos.files.wordpress.com/QHKpCz68/img_5849.mov


flavors ended yesterday. Personally I was driven by the curiosity to know the value not only of the products, but also of the producers within this sector. Lots of technological innovations: kitchens, multifunctional ovens and so on. But what I’m most interested in are the small agri-food companies and the products of our legendary territory: Campania Felix. The aim of my project is to make known, through food events at international level, the profits of our region: flour, oil, wine, salami, cheese and all the products that our fertile land offers us. But I also want to talk about those who used ingenuity to develop innovative ideas that accompany our table. Let’s start with the flour: I could taste the product of the San Felice company that owns two plants, one of which in the province of Naples: Cimitile. The pizza was in a good state of art: a good result, even if I prefer glutenfree to give celiacs the opportunity to eat traditional Neapolitan cuisine (lacucinadiottone.com). Unfortunately it was absent in this event, but not in their catalog and in this regard I will send the product in question to create something really unique in the kitchen for those who are intolerant to gluten. The best wines of Italy are born from our lands; I was lucky enough to taste those from Irpinia: Cantine Ruggiero, from the Melito Irpino area, and the De Santis cellars of Montemiletto. This land is very dear to me and known from the enogastronomical point of view, because I spent some years of my youth: the origin of my family comes from this last place. Well structured wines with an intense and full-bodied flavor: Aglianico, Taurasi, Fiano, Coda di Volpe to be combined with any dish of land or sea of ​​our tradition. I highly recommend tasting them by going there and breathing in the pure air of these places. Even the wines of Porto di Mola di Roccamonfina were to my liking: vineyards and olive groves live in perfect harmony. Falanghina and Aglianico are among the most popular and distributed in Brazil, Japan and the United States. Among the many tastings I was lucky enough to try the wines of the Cantine del Mare with Monte di Procida origin: the Piedirosso was fabulous with that sulphurous tip that manages to give that particular touch to the palate. The Phlegraean Fields are one of the most fertile lands.

Another area rich in flavors is that of Eboli: years of studies and research have led to the creation of the bitter Don Carlos: the particularity of this product is that it can be enjoyed both iced and at room temperature and in both cases reflects its uniqueness: scent and intense taste rich in walnut husk and spices. For someone like me, not a lover of bitters, it was a real surprise.

Moving from earth to technology two companies impressed me with their originality: Enomatic wine serving system and the company Parlato Ferdinando. In both cases the imagination overcomes the knowledge: the first has created unique systems for the delivery of wine, even through the Wine card, without losing its characteristics up to 4 weeks. Elegant and original technology. Finally the Parlato company: the menu is the visiting card of a restaurant not only for its content, but also from an aesthetic point of view. Thus the wooden menu was born: elegant, refined and above all original, as well as the box to bring the bill to the customer’s table. But the surprises are not over: the imagination of Mr. Ferdinando has created a portable wooden table both foldable and to be placed on the railing of a balcony. Among his creations there are also wooden glasses for those who go by boat, to prevent them from falling during the crossings. The kindness and friendliness of this family has impressed me as well as their inventions.

As I said before, we need to make our products known abroad, because our land and our ingenuity deserve to be exported.


Hotel Ristorante ML Haarlem

Una serata magica quella trascorsa ieri sera al Ristorante ML di Haarlem: essere trattati in modo speciale non e’cosa da tutti i giorni. L’ atmosfera era quella giusta e la location era a dir poco favolosa in questo antico edificio che e’anche un Hotel molto elegante. Ho avuto il piacere e l’ onore di mangiare di fronte allo Chef Mark Gratama e sono rimasto incantato di fronte ad una persona cosi umile, semplice ma molto attento. Lo Chef taglia il pane con grande cura e lo ripone con amore nella ciotolina di ceramica che andra’ sul tavolo dei clienti del ristorante. Lo Chef taglia la carne, assaggia le salse ed e’ molto vigile ad ogni piatto che viene portato in tavola. Riesce a sprigionare una tale energia che tutto il suo team lavora in modo armonioso e veloce. I piatti escono come per magia sotto la sua vigile attenzione . Il nuovo menu’ e’ molto creativo. La fusion tra cucina olandese e quella asiatica e’ sorprendente. Consistenze e sapori accuratamente bilanciati. Ogni piatto era un’ esplosione di gusto. Bello da vedere e da mangiare. Tutto

il personale che serviva i tavoli era in perfetta sintonia: questo e’un aspetto molto importante di un ristorante perche’ e’ il suo motore portante. Posso dire con assoluta certezza di essere stato trattato come un principe a tal punto da aver avuto un piatto extra fuori dal menu: gnocchi alla zucca, un piatto italiano eseguito a regola d’ arte. Merito dello Chef ma credo ci sia anche lo zampino del mio amico Patrick: sempre perfetto e impeccabile come sempre. Un amico come pochi. I suoi consigli e gli abbinamenti con il vino sono stati ineccepibili. Tornare in questo luogo mi da una grande gioia ed al contempo una sensazione di pace e tranquillità ’. Sensazioni che intendo riprovare, quindi aspettatemi perche’ dopo le feste mi rivedrete. Grazie a tutto lo staff.

A magical evening that last night at the ML Restaurant in Haarlem: being treated in a special way is snot something for every day. The atmosphere is the right one and the location is nothing short of fabulous in this old building which is also a very elegant Hotel. I had the pleasure and the honor of eating in front of Chef Mark Gratama and I was enchanted in front of a starred Chef so humble, simple but very attentive. The Chef cuts the bread carefully and puts it carefully in the ceramic bowl that will go on the table of the restaurant’s customers. The Chef cuts the meat, tastes sauces and is very attentive to every dish that is brought to the table. He manages to release such energy in such a way that his whole team works harmoniously and quickly. The dishes come out as if by magic under the watchful attention of the Chef. The new menu is very creative. The fusion between Dutch and Asian cuisine is surprising. Consistencies and flavors carefully balanced. Each dish was an explosion of taste. Nice to see and to eat. All

the staff who served the tables were in perfect harmony: this is a very important aspect of a restaurant because it is its driving force. I can say with absolute certainty that I was treated like a prince so much that I had an extra dish off the menu: gnocchi alla zucca, an Italian dish executed in a workmanlike manner. Merit of the Chef but I think there is also the paw of my friend Patrick: always perfect and impeccable as always. A friend like a few. His advice and pairings with wine were flawless. Returning to this place gives me a great joy and at the same time a feeling of peace and tranquility’. Feelings that I intend to try again, so wait for me because after the holidays you will see me again. Thanks to all the staff.

Ristorante De Bokkedoorns Overveen Netherlands

Per dimenticare la partenza dall’ Olanda il giorno successivo ho voluto strafare ed ho scelto questo Due Stelle Michelin. Dieci anni fa sono venuto per la prima volta ed ho conosciuto Milton (cfr. articolo ristorante Olivijn) ma negli anni successivi sono ritornato e questa è la quinta volta. Il proprietario del ristorante è cambiato ed io ho avuto la fortuna di conoscerlo all’ evento Bubbles and Bites (cfr. articolo precedente): persona gentile e squisita. In questa location tutto è perfetto. Ho preso il menu degustazione ed è stata un esplosione di sapori. Adesso ho capito la differenza tra un ristorante 1 Stella e 2 Stelle. La simbiosi tra la semplicità e la complessità: il risultato dell’ equazione è l’ eleganza. Una sala calda e accogliente con una vista mozzafiato sulle dune: ho mangiato una volta anche all’ esterno ed è stato estremamente piacevole. Piatti ricchi e raffinati dai sapori delicati. Non potrei esprimermi meglio. La carta dei vini era fornitissima. Cordiali e disponibili all’ ennesima potenza maitre e sommelier: quest’ ultimo mi ha tenuto compagnia fino alla fine della cena e mi ha gentilmente concesso di farsi scattare una foto: rimango sempre colpito da questo loro carattere così affettuoso. A fine cena mi ha preso la giacca dal guardaroba e mi ha augurato un buon viaggio: lo avevo informato che sarei ripartito per Napoli il giorno dopo. Non posso dimenticare e descrivere la nobiltà di animo espressa da tutti coloro che ho conosciuto e che si sono lasciati fotografare perché è qualcosa che rimane nel cuore: l’ affetto e l’ amore sono sentimenti e come tali bisogna provarli.

To forget the departure from Holland the next day I wanted to overdo it and I chose this Two Michelin Stars. Ten years ago I came for the first time and I met Milton (see restaurant article Olivijn) but in the following years I returned and this is the fifth time. The restaurant owner has changed and I was lucky enough to meet him at the Bubbles and Bites event (see previous article): kind and exquisite person. Everything is perfect in this location. I took the tasting menu and it was an explosion of flavors. Now I understand the difference between a 1 Star and 2 Star restaurant. The symbiosis between simplicity and complexity: the result of the equation is elegance. A warm and welcoming room with a breathtaking view of the dunes: I once ate outside also and it was extremely pleasant. Rich and refined dishes with delicate flavors. I could not express myself better. The wine list. Friendly and helpful to the umpteenth power maitre and sommelier: this last one kept me company until the end of the dinner and he kindly gave me the chance to take a picture: I am always struck by their affectionate character. At the end of the dinner he took my jacket from the wardrobe and wished me a good trip: I had informed him that I would leave for Naples the day after. I can not forget and describe the nobility of spirit expressed by all those I have known and who have allowed themselves to be photographed because it is something that remains in the heart: affection and love are feelings and as such we must try them.

Ristorante Olivijn Haarlem Netherlands

Sono appena sette settimane dalla sua apertura ma avrà sicuramente un gran successo: location, buon cibo e gentilezza sono gli elementi distintivi. Un antico e maestoso edificio fa da cornice. Non appena varchi l’ uscio ti ritrovi in un mondo incantato: sembra la pubblicità della Twinings tea. Un giovane e splendido ragazzo mi ha dato il benvenuto in un modo così delicato che non avevo mai visto prima: ho avuto la sensazione di sentirmi un principe. Se avete letto l’articolo sul Ristorante ML vi ricorderete che parlavo di due amici: Patrick e Milton. Oggi parliamo di lui: l’ho conosciuto dieci anni fa quando lavorava al De Bokkedoorns. Poi l’ ho seguito al Vrienden van Jacob ed oggi lo rivedo con grande affetto all’ Oliwijn. Il suo stile è sublime. La sua conoscenza è immensa ed è una bella sensazione poterlo ascoltare e interagire con lui. Lui non è solo un grande sommelier ma soprattutto un grande e vero amico. Forse ho più amici in Olanda che in Italia. Motivo? Li trovo più sinceri, più schietti, più cristallini. Senza maschere. Come sempre ho ascoltato i suoi consigli sia sul vino, che era assolutamente squisito, sia sul cibo: piatti delicati, colorati con ingredienti di prima qualità. Il tutto perfettamente bilanciato. Ho avuto anche il piacere di conoscere lo Chef: una persona semplice ma di grande spessore. La sua grande cucina a vista è pari alla sua bravura. L’ atmosfera e il calore umano che ho sentito in questo ristorante l’ho ritrovato in pochi ristoranti italiani. Per questo motivo trascorro le mie vacanze in Olanda: sentire, assaporare, godere di colori, sensazioni e nuove esperienze di gusto. Desidero ringraziare tutti: dallo Chef a tutti i suoi collaboratori per le emozioni che mi hanno regalato.

It’s just seven weeks since its opening but it will surely have a great success: location, good food and kindness are the distinctive elements. An ancient and majestic building is the setting. As soon as you enter the door you find yourself in an enchanted world: it looks like the Twinings tea advertisement. A young and splendid boy welcomed me in such a delicate way that I had never seen before: I had the feeling of feeling like a prince. If you read the article on Restaurant ML you will remember that I was talking about two friends: Patrick and Milton. Today we talk about him: I met him ten years ago when he was working at De Bokkedoorns. Then I followed him to Vrienden van Jacob and today I see him with great affection for Oliwijn. His style is sublime. His knowledge is immense and it is a good feeling to be able to listen and interact with him. He is not only a great sommelier but above all a great and true friend. Maybe I have more friends in the Netherlands than in Italy. Reason? I find them more sincere, more frank, more crystalline. Without masks. As always, I listened to his advice both on the wine, which was absolutely delicious, both on food: delicate dishes, colored with ingredients of the highest quality. All perfectly balanced. I also had the pleasure of meeting the Chef: a simple but very thick person. His large open kitchen is equal to his skill. I found the atmosphere and the human warmth I felt in this restaurant in a few Italian restaurants. For this reason I spend my holidays in Holland: feel, savor, enjoy colors, sensations and new taste experiences. I would like to thank everyone: from the Chef to all his collaborators for the emotions they gave me.

Ristorante Ratatouille Haarlem Netherlands

Quando ho visto l’ insegna del ristorante immediatamente mi è venuto in mente il film a cartoni che più amo. L’ edificio è sontuoso ed antico: risale all’inizio del 600 e di notte è uno splendore. E proprio in quella serata c’era la luna piena. La sala è elegante e raffinata. Un ambiente accogliente con una enorme cucina a vista dove un team di ragazzi lavora senza sosta. Una giovane ragazza italiana preparata e gentilissima ci ha deliziato tutta la serata spiegandoci esattamente la composizione dei piattti. Purtroppo non ho avuto il piacere di conoscere lo Chef Jozua Jaring poiché impegnato nell’ evento Bubbles and Bites (vedi articolo precedente), ma non mancherò la prossima volta. Ho apprezzato la visita del Sous-Chef: persona molto semplice e affabile. I consigli del Sommelier Boudewijn Bohre sono stati ben accetti: desidero ricordare che quest uomo produce un limoncello fatto in casa che fa invidia alle migliori marche di questo prodotto campano. Bravo. Ma il punto cardine di questo ristorante sono le portate: una più buona dell’altra con salse dai sapori unici e indescrivibili. Il tutto perfettamente bilanciato. Ogni elemento del piatto è ricercato e si sposa perfettamente con gli altri. Se dovessi fare una classifica dei ristoranti della guida rossa Michelin che ho visitato quest’anno, Ratatouille vincerebbe il primo posto. Ritornerò con grande piacere in questo ristorante non solo per le gustose salse ma anche per riprovare la tipica accoglienza olandese: cortesia, eleganza e semplicità.

When I saw the restaurant sign immediately came to mind the cartoon movie I love most. The building is sumptuous and ancient: it dates back to the beginning of the 17th century and at night it is a splendor. And on that evening there was a full moon. The room is elegant and refined. A welcoming environment with a huge open kitchen where a team of young people works non-stop. A young Italian girl prepared and very kind we have delighted all evening explaining exactly the composition of the dishes. Unfortunately I did not have the pleasure of meeting Chef Jozua Jaring as he was involved in the Bubbles and Bites event (see previous article), but I will not miss it next time. I appreciated the visit of the Sous-Chef: very simple and affable person. Sommelier Boudewijn Bohre’s suggestions were well received: I would like to remind you that this man produces a home-made limoncello which is the envy of the best brands of this product from Campania. Good boy. But the pivotal point of this restaurant are the dishes: one more good than the other with sauces with unique and indescribable flavors. All perfectly balanced. Each element of the dish is sought after and fits perfectly with the others. If I had to make a ranking of the Michelin red guide restaurants I visited this year, Ratatouille would win the first place. I will return with great pleasure to this restaurant not only for the tasty sauces but also to try again the typical Dutch welcome: courtesy, elegance and simplicity.

Ristorante Bistro Flores Nijmegen Netherlands

Posso dire con assoluta certezza che Elroy Slijkhuis, il manager del Bistro Flores, è un vecchio amico: sin dalla prima volta che sono stato nel suo locale ho capito che con i clienti ci sapeva fare. È gioviale, simpatico, amichevole con un fascino accattivante tipicamente italiano. Tutto il suo locale è a tua disposizione. Tutto ciò che desideri lui esaudisce. Cosa si può desiderare di più ? Mangiare nel patio sotto questa coltre di foglie ti fa sentire immerso nella natura, tanto che ad un certo punto ti chiedi: sono in città o nella foresta? Ambiente molto accogliente e caldo. Ho apprezzato anche i vini: bio e naturali. Ottimo il servizio. Piatti saporiti e leggeri. Ho ascoltato il consiglio di Elroy ed ho scelto il couscous di cavolo che è stato squisito. Poiché gli Chef sono numerosi , desidero complimentarmi con tutti. Ormai quando vengo in questo ristorante non lo faccio solo per cenare ma anche per trascorrere qualche ora con una persona che mi sta veramente a cuore.

I can say with absolute certainty that Elroy Slijkhuis, the manager of Bistro Flores, is an old friend: from the first time I was in his club, I knew he knew how to do with customers. It is jovial, friendly, friendly with a typically Italian captivating charm. All his room is at your disposal. Everything you want him to fulfill. What more could you wish for? Eating on the patio under this blanket of leaves makes you feel immersed in nature, so much so that at some point you ask yourself: I’m in town or in the forest? Very welcoming and warm environment. I also appreciated the wines: bio and natural. Excellent service. Tasty and light dishes. I listened to Elroy’s advice and chose the cabbage couscous that was delicious. Since Chefs are numerous, I would like to congratulate everyone. Now when I come to this restaurant I do not do it just for dinner but also to spend a few hours with a person that is really close to my heart.